1. Ecco la triste storia di Fulmine, un pelosetto di appena 5 kg, trovato investito sulla statale di Ospitaletto in piena notte. E’ stato soccorso e portato da un veterinario da una persona di buon animo…purtroppo a Fulmine è stato diagnosticato l’interruzione del midollo ed il piccolo non potrà più camminare, se non con l’aiuto carrellino. Ora si trova a casa di una mia amica che purtroppo non può occuparsene. Chi fosse interessato alla sua adozione per ridargli affetto e amore scriva a wth.wordsthathurt@gmail.com

     


  2. UIP - N.R.S No Reply Syndrome

    Sfortunatamente o fortunatamente non ho mai fatto parte di una band che credo sia la categoria più interessata da questa piaga degli anni 2000, nonostante questo anche io ho spesso dovuto fronteggiare molti malati di N.R.S.

    I sintomi sono molto lampanti, una mail molto chiara che si aspetta una risposta altrettanto cristallina e diretta viene inviata, la sospirata risposta però non sopraggiunge mai

    L’epidemia si è aggravata negli ultimi anni, con l’avvento di Facebook. Chi prima si poteva aggrappare a un “Eh ma la tua mail non l ho mai ricevuta” ora è crocifisso dal quel simpatico baffetto a V e dalla scritta “Visualizzato”, il terribile virus si diffonde a macchia d’olio.

    Diverse menti eccelse hanno tentato una cura, c’è chi suggerisce un bagno di umiltà chi sostiene che 7 secondi in più al giorno per scrivere 4 NON MI INTERESSA e 3 FATE SCHIFO non siano così dannosi per la salute dell’individuo.

    Tuttavia nessuna cura ufficiale pare ancora essere stata segnalata tra le principali testate scientifico-mediche, ci saranno dietro i soliti poteri forti delle case farmaceutiche.

     


  3. Invece di supportare le band sbagliate o di spendere tutti i vostri soldi in droga ecco dove i più sensibili di voi potrebbero investire qualche euro

     


  4. Brembeat ‘n’ Roll - 27/7/2013

    In quella che probabilmente verrà ricordata come la notte più calda di questa estate 2013, il cartellone offre una scelta ricca ed allettante : Kaams+Leeches+Yum Yums al Brembeat’n’Roll di Osio in terra bergamasca o una tutt’altro che refrigerante passeggiatina col cane e qualche birra con gli amici in paese.

    Ovviamente opto per la scelta più dispendiosa sia dal punto di vista del sudore che dei km e alle 21.30 sono già a Osio in pole position. Pronti via e i Kaams attaccano, cosa c’è altro da dire sui Kaams, davvero tante cose secondo me, band sottovalutatissima spesso rilegata nel dietro le quinte di una scena garage (quello più classico) italiana che fa rabbrividire. Ma loro se ne fregano, dopo aver sfornato un ottimo dischetto stanno ormai suonando da diversi mesi ad ottimi livelli, mi è capitato di vederli altre volte ma questo è di sicuro il loro concerto migliore. Sono carichi, meno ingessati del solito e suonano il giusto, solitamente il gesso e la durata da soglia della noia sono i loro punti deboli ma a questo giro sono promossi a pieni voti!

    Dopo di loro tocca ai Leeches, che davvero non hanno bisogno di presentazioni o inutili salamelecchi, non mi hanno fatto mai gridare al miracolo ma questa sera si portano a casa il premio di miglior band. Punk energico, senza palle e senza pose finte, suoni perfetti, cori perfetti presenza scenica da oscar.Che si suoni in un megafestival o in un localino davanti a 10 ubriachi farebbero sempre lo stesso incredibile show, se vi piace il punk vi devono piacere i Leeches.

    A questo punto la serata dovrebbe ingranare la 5a invece il freno a mano viene tirato fino in fondo. Partono gli Yum Yums e per più di 1 ora..PIU’ DI UN ORA viene suonata la stessa canzone rocknrollpoppunk, solite gag, soliti accordi niente Vibeke, insomma a sto giro la formula dei norvegesi non funziona proprio, rispetto totale per Morten ma questo 94 giro in Italia poteva posticiparlo e tornare con quello che avrebbe permesso a noi vecchi di resitere fino in fondo : VIBEKE

    Comunque il premio della critica va a Morten: il suo sguardo da allupato e lo stalking continuo alle tipe più disparate fa impallidire anche un casanova come me.

    Dopo i concerti parte il djset di Gianni Fuso che mette i soliti pezzi da shopping mall americano, hit che non erano hit neanche quando avrebbero dovuto essere hit. In ogni caso con una buona dose di alcol nel sangue la gente si scatena nel ballo, io non ci sto e mi fermo al bar

     


  5. Via

    “Ecco l’ennesimo inutile blog musicale” starà pensando la maggior parte di voi, probabilmente senza avere tutti i torti. Tra qualche anno arriverò agli “anta” e forse questo è solo un modo come un altro per provare a rallentare the final countdown e cercare di sentirmi giovane ancora per poco. Per circa metà della mia esistenza ho ascoltato musica underground, punk, garage e similari. A 18 anni, appena fatta la patente, macinavo chilometri su chilometri per andare a vedere qualsiasi concerto, anche a 2/3 ore di distanza, insieme al mio amico Francesco. Anche gruppi sconosciuti, o sentiti nominare per caso, non importava: a quei tempi non c’era internet e non bastava digitare il nome di una band su google per avere ogni tipo di informazione: o si prendeva la macchina e si macinavano chilometri o si stava a casa a guardare Sanremo. Ho sempre partecipato attivamente alla scena, partecipando ai concerti, comprando dischi e fanzine e mettendo su anche una piccola etichetta con la quale mi sono tolto non poche soddisfazioni.

    Due mancanze: non ho mai scritto fanzine e non ho suonato in un gruppo. Vorrei rimediare, ma non sapendo tenere in mano nessuno strumento, mi rimane una solo la scelta: ecco perché nasce Words That Hurts. Da oggi metto nero su bianco il mio pensiero attraverso queste pagine: Words That Hurt, come la canzone dei Dirtbombs, “parole che fanno male” nel senso che questo non vuole essere il solito blog con un’accozzaglia di finte recensioni buoniste, ma semplicemente la mia opinione nuda e cruda, forse non sempre condivisibile, forse sbagliata certe volte, forse addirittura ottusa in certi frangenti, ma sicuramente sincera: ma non si parlerà solo di musica, ma più in generale di tutto ciò che mi piace: libri, fotografia, animali.. insomma un po’ tutto. Il progetto è in divenire, vediamo cosa salta fuori.

    Se volete contattarmi per condividere le vostre opinioni, per mandarmi le canzoni della vostra band da recensire o semplicemente per insultarmi potete farlo a questo indirizzo: wth.wordsthathurt@gmail.com